Fiducia sulla legge Comunitaria, passa anche al Senato l’antirabbocco per l’olio d’oliva

Fiducia sulla legge Comunitaria, passa anche al Senato l’antirabbocco per l’olio d’oliva

Scritto da il 16 Ott, 2014 in Assaggiare l'olio, News | 0 commenti

Alla fine il governo ha deciso di porre la fiducia sulla legge Comunitaria 2013 bis (S1533) che contiene due importanti norme riguardanti il mondo agricolo: il contenuto minimo di succo di frutta nelle bevande alla frutta (articolo 18) e l’obbligatorietà del tappo antirabbocco per le bottiglie servite al ristorante (articolo 19). L’intervento del governo è avvenuto propriamente sull’articolo 25 della legge, quello riguardante la responsabilità civile dei magistrati, che, con un blitz, la Camera aveva modificato rispetto alla versione voluta dall’esecutivo. Per evitare di ricadere nell’incidente, il Ministro Boschi ha chiesto la questione di fiducia e l’intero provvedimento è passato con 214 sì, un no e 27 astensioni. Ora la legge tornerà a Montecitorio per l’approvazione definitiva. Di seguito i due articoli della norma comunitaria riguardanti succhi di frutta e tappo antirabbocco per l’olio d’oliva. Art. 18. (Disposizioni in materia di bevande a base di succo di frutta. Caso EU Pilot n. 4738/13/ENTR) 1. Le bibite analcoliche di cui all’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n. 719, e successive modificazioni, prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo, o recanti denominazioni che a tale agrume si richiamino, devono avere un contenuto di succo di arancia non inferiore al 20 per cento o dell’equivalente quantità di succo di arancia concentrato o disidratato in polvere, fatte salve quelle destinate alla commercializzazione verso altri Stati dell’Unione europea o verso gli altri Stati contraenti l’Accordo sullo Spazio economico europeo. 2. I commi 16, 16-bis e 16-ter dell’articolo 8 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, sono abrogati. 3. La disposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, a condizione del perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica alla Commissione europea ai sensi della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, di cui è data notizia mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 4. Le bevande prive del contenuto minimo obbligatorio ai sensi del comma 1, prodotte anteriormente alla data di inizio dell’efficacia delle disposizioni di cui al comma 1, possono essere commercializzate entro i nove mesi successivi a tale data. Art. 19. (Disposizioni in materia di qualità e trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini. Caso EU Pilot n. 4632/13/AGRI) 1. Alla legge 14 gennaio 2013, n. 9, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 1, il comma 4 è sostituito dal seguente: «4. L’indicazione dell’origine delle miscele di oli di oliva originari di più di uno Stato membro dell’Unione europea o di un Paese terzo, conforme all’articolo 4, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) di esecuzione n. 29/2012 della Commissione, del 13 gennaio 2012, deve essere stampata ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo e con diversa...

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Leggende da sfatare

Leggende da sfatare

Scritto da il 1 Ott, 2014 in Assaggiare l'olio, News | 0 commenti

Lo si consuma da sempre, è presente sulle tavole di tantissime persone in tutto il mondo, però attorno all’olio di oliva continuano a circolare un gran numero di false credenze e leggende popolari. Abbiamo ritenuto che fosse il caso di fare un pò di chiarezza su alcune delle più note; non possiamo di certo essere esaustivi su tutto quello che si racconta sull’olio di oliva. Se siete a conoscenza di qualche falsa credenza fatecelo sapere: l’aggiungeremo volentieri in questa pagina.     Esistono due tipi di olive, le verdi e le nere. Non è vero, non vi sono due tipi di olive, come invece avviene per l’uva, o per i peperoni o per le cipolle. Le olive sono solo verdi. Maturando cambiano colore e si scuriscono sino a diventare nere (fenomeno chiamato invaiatura). La prima spremitura: per ottenere olio extra-vergine le olive vengono spremute: punto! La spremitura è una sola e parlare di “prima spremitura” induce a pensare che ci siano più spremiture e che quindi siamo in presenza di un olio più o meno pregiato in funzione del numero di spremiture. Estrazione meccanica: Per ottenere olio extra-vergine l’estrazione avviene per via meccanica: punto. Non ci sono altre estrazioni ammesse. Esaltare questo aspetto induce a pensare che siamo in presenza di un olio extra vergine estratto meccanicamente e quindi più pregiato di altri extra vergini estratti con altre modalità. Per friggere è meglio l’olio di semi: sbagliato, quando si frigge uno dei parametri più importanti riguardo all’olio che si usa è il punto di fumo, la temperatura cioè raggiunta la quale l’olio comincia a fumare e a produrre sostanze particolarmente dannose per la salute. L’olio di oliva extra vergine di qualità ha un punto di fumo decisamente più alto di quello dell’olio di semi ed è pertanto più difficile raggiungere la temperatura critica. Le olive si raccolgono aspettando che cadano sui teli: questa è una modalità di raccolta, ma non di sicuro quella utilizzata per ottenere olio di oliva extra vergine di qualità! Quando si utilizza questa tecnica le olive ormai completamente mature e nere cadono dall’albero; l’olio che ne si ottiene è spesso un olio lampante e quindi non commestibile. Le olive si raccolgono più spesso direttamente dall’albero a inizio maturazione utilizzando diversi metodi che vanno dall’utilizzo delle sole mani all’aiuto di utensili meccanici. Quando è amaro e piccante un olio non è buono: sbagliato!! E’ esattamente il contrario. Più un olio è amaro e piccante e più fa bene alla salute. Amaro e piccante sono due sensazioni generate dalla presenza di sostanze polifenoliche particolarmente benefiche per la salute. Maggiore è la quantità di tali sostanze, maggiore è la sensazione di amaro e piccante. Se un olio non è amaro e piccante non è buono: sbagliato. Sebbene amaro e piccante per quanto detto sopra siano sinonimo di olio particolarmente salutare, la loro assenza non significa per forza olio...

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Le regole dell’abbinamento olio-cibo

Le regole dell’abbinamento olio-cibo

Scritto da il 8 Ago, 2014 in Assaggiare l'olio, In cucina | 0 commenti

E’ indiscutibile che il tipo di olio scelto per condire possa modificare, anche sostanzialmente, la percezione del gusto. Occorre però fare il salto: da percezione a gradimento.L’olio extravergine Oro Campania si abbina sempre per similitudine di sapori. Questo significa che: a cibi delicati vanno accostati olio fruttati leggeri o a cibi saporiti oli fruttati medi o intesi che possano sovrastare il sapore del piatto stesso, come il Domus ORO; gli oli con una componente amare spiccata sposano bene cibi con la stessa tendenza aromatica; ad esempio,il Selezione ORO primi piatti con il radicchio, ragù, borragine, cicoria, ma anche carne rossa alla brace; gli olio molto piccanti sono perfetti per ravvivare piatti sostanziosi con sapori pieni. Un esempio potrebbero essere la zuppe di legumi, bistecche alla brace, ma anche crostini con pane casereccio, sughi a base di pomodoro; gli oli con sentori dolci (in genere di mandorla, frutta a polpa bianca) come il Domus ORO vanno bene con cibi delicati come le carni bianche, crostacei bolliti, salmone e pesce spada alla griglia; gli oli con sentori vegetali come il  D.O.P Colline salernitane ORO (pomodoro, carciofo, erba) rinfrescano i sapori ma allo stesso tempo li coprono leggermente. Si sposano bene con ogni tipo di bruschetta, insalata di pomodori, zuppa di cereali, caprese, pesce arrosto; nel dubbio fatevi guidare dal territorio. Gli olio Campani, intensi e vegetali, sono perfetti per la dieta mediterranea; gli oli del nord Italia vanno benissimo per arricchire il sapore di un risotto; gli oli umbri, piccanti e corposi, sono azzeccati per la selvaggina, i legumi e le carni rosse. L’olio extravergine Oro Campania si esprime al meglio a crudo, ma è importante scegliere il giusto olio anche per la cucina. A questo punto, non resta che provare e vi renderete conto che sarà ancora più semplice cucinare bene.e per abbinare i nostri oli Oro Campania provate il nostro Shop, li avrete direttamente a casa vostra. ORO...

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Olio, cos’è il Panel-Test ?

Olio, cos’è il Panel-Test ?

Scritto da il 30 Lug, 2014 in Assaggiare l'olio | 0 commenti

L’analisi organolettica (panel test) sull’olio d’oliva ha un’importanza rilevante nel giudizio della qualità finale del prodotto per rilevare se un olio che ha qualità chimiche opportune per essere considerato extra-vergine le ha anche da un punto di vista organolettico, dato che un olio che non sia organoletticamente accettabile è declassato . Le analisi sono svolte o presso i laboratori della Camera di Commercio e di altri Enti, o se il produttore d’olio commercia ingenti quantità, in commissioni interne all’azienda stessa. Le commissioni sono formate da un capo panel e da un minimo di otto ad un massimo di dodici assaggiatori per minimizzare l’errore, l’assaggio è svolto in cabine separate per non far influenzare tra loro gli assaggiatori. Al termine dell’assaggio il capo panel si occuperà di effettuare una media tra i voti dati dai vari assaggiatori scartando quelli che siano eccessivamente incongruenti con gli altri.   Il Panel-Test L’assaggiatore opera nella massima concentrazione, dovuta alla responsabilità professionale che gli si chiede e ad un codice deontologico cui deve attenersi. Il suo esaminare l’olio consiste nel valutarlo sotto gli aspetti percepibili con i diversi sensi e precisamente: – Vista/colore Questa valutazione non viene effettuata in quanto colore e aspetto visivo non hanno significato circa la qualità dell’olio: il campione viene infatti presentato all’assaggiatore in un particolare bicchiere di vetro scuro (blu, marrone, nero) che non consente di vedere il colore del contenuto. – Olfatto Il bicchiere viene posto, coperto, su una piastra riscaldata e termostatata a 28°C, avvicinandolo poi al naso e cercando di cogliere gli odori. L’operazione è delicata e difficile perché le sensazioni sono tenui ma tali da ottundere la capacità percettiva delle terminazioni nervose dell’olfatto. In questa fase si deve cercare di coglierle, separare le une dalle altre positive o negative che siano, valutarle in base all’intensità con cui vengono percepite. – Gusto Si porta alla bocca olio per circa l’equivalente di un cucchiaio da thè, investendo con quello tutta la lingua e la cavità orale. Si aspira violentemente aria quasi a nebulizzare l’olio stesso poiché l’aereosol che si forma facilita il percepire, attraverso le papille gustative a diversa specializzazione, le varie sensazioni da ricercare. Nella massima concentrazione, questo “stripping” viene ripetuto più volte espellendo l’aria inspirata dal naso ed infine liberandosi dell’olio in esame. Valutazione Durante queste operazioni si analizzano le sensazioni positive e negative, memorizzandole e valutandone la intensità con la quale sono percepite. Per ogni attributo, la scala prevede un range di valori, da nulla a “infinito”, che vengono tradotti tagliando la linea corrispondente in un punto intermedio più vicino alla origine o tanto più verso destra quanto maggiore è la intensità di percezione, ricorrendo alla propria esperienza e ad una gamma così costruibile: – l’intensità dell’attributo non è percettibile, è “assente”; – l’intensità con cui si avverte l’attributo è “appena percettibile”, cioè quell’attributo si riconosce con difficoltà; – l’intensità con cui si avverte...

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