Bollettino Mosca Olearea del 03/09/2015

Bollettino Mosca Olearea del 03/09/2015

Scritto da il 3 Set, 2015 in Bollettini Monitoraggio Mosca Olearea, News | 0 commenti

Oro Campania, dirama il suo bollettino sul controllo della Bactrocera Olea(mosca dell’olivo), la situazione è sotto controllo, le percentuali di infestazione non superano il 4%, le condizioni climatiche non sono quindi favorevoli all’attecchimento del ciclo di vita produttivo della ” mosca”, quindi si sconsiglia un intervento in campo con prodotti fitosanitari per la lotta di quest’ultima, il prossimo bollettino sarà diramato il 10/09/2015. Clicca qui per scaricare il   Bollettino ORO n°1_1 del 03_09_2015...

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Monitoraggio ” Mosca Olearea “

Monitoraggio ” Mosca Olearea “

Scritto da il 29 Ago, 2015 in Gallery, News, Olivicoltura | 0 commenti

La mosca delle olive (Bactrocera oleae), rappresenta il fitofago chiave in gran parte dei territori olivicoli del bacino del Mediterraneo. Le larve di questo dittero, nutrendosi del mesocarpo dei frutti, determinano rilevanti altera-zioni biochimiche, correlate all’entità e al tipo d’infestazione presente potenzialmente in grado di compromettere la qualità dell’olio ottenuto. Il fitofago è quindi in grado di incidere significativamente sulla produzione quali-quantitativa della coltura, non lasciando spesso alternativa che il ricorso alle classiche strategie di controllo delle infestazioni. Oro Campania è in prima linea nel monitorare la presenza della ” mosca ” all’interno di tutto il territorio di produzione, grazie alla presenza di trappole, e grazie ad eswperti del settore. Con un controllo settimanale direttamente nella nostra azienda, su un campione di olive preso in ogni terreno monitorato, controlliamo l’entità della infestazione della mosca oleare, in tempo reale,  per poter assicurare ai nostri olivicoltori e produttori una fascia di protezione, preventiva, contro i danni che questo carpofago può recare al prodotto finito. Garantendo la qualità e la salubrità del nostro olio Extravergine per tutti i nostri...

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Oro Campania presente al tg3 itinerante della Campania

Oro Campania presente al tg3 itinerante della Campania

Scritto da il 17 Ago, 2015 in Eventi, Gallery, News |

Sabato 15 agosto le telecamere del “Tg3 itinerante” hanno fatto tappa a CAMPAGNA (SA). Per scoprire le meravigliose attrattive del comune salernitano, una su tutte la famosa “’a Chiena”, con immagini dei meravigliosi vicoli del secondo comune per estensione della provincia di Salerno e capoluogo del glorioso Regno delle due Sicilie, scoprendo tra le altre cose il perchè della denominazione di ” città dell’acqua e del fuoco” e tutte le affascinanti storie della cittadina, nella sezione prodotti tipici Oro Campania, presenta il DOP Colline Salernitane, fondamentale per la realizzazione e la degustazione delle  pietanze tipiche della cittadina di Campagna. Tutta la trasmissione la potete vedere cliccando qui  cercando la puntate delle 14:00 del 15/08/2015....

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Con la dieta mediterranea stop agli infarti e agli ictus

Con la dieta mediterranea stop agli infarti e agli ictus

Scritto da il 18 Giu, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

Uno studio ellenico,  presentato nel corso dell’American College of Cardiology, ha preso in esame le varie condizioni di salute di un campione di 2500 soggetti di età compresa tra i 18 e gli 89 anni, mettendo in relazione le loro abitudini alimentari con la frequenza di insorgenza di attacchi cardiaci ed infarti. Dal raffronto, i medici hanno scoperto che seguire i dettami della dieta mediterranea comportava una riduzione media di sviluppare malattie cardiache pari al 47% e che l’alimentazione basata su verdure, pomodori, pesce e olio di oliva produceva benefici all’apparato cardiaco maggiori di quelli derivanti da una costante e moderata attività fisica. “Il nostro studio dimostra che la dieta mediterranea è utile per tutti i tipi di persone, di entrambi i sessi, in tutte le età, e per tutte le persone sia in buona salute che non. E rivela anche che la dieta mediterranea ha benefici diretti per la salute del cuore, in aggiunta ai suoi benefici indiretti nel trattamento di diabete, ipertensione e infiammazione” ha spiegato Ekavi Georgousopoulou, ricercatore della Harokopio University di Atene. I ricercatori hanno analizzato cartelle cliniche, stile di vita e abitudini alimentari dei soggetti coinvolti, all’inizio dello studio, dopo cinque anni e dopo 10 anni. Ne è emerso che, in generale, quasi il 20% degli uomini e il 12% delle donne che hanno partecipato allo studio hanno sviluppato o sono morti di malattie cardiache. I soggetti coinvolti nello studio che seguivano i dettami della dieta mediterranea mostravano anche una condizione fisica migliore, un peso corporeo inferiore a quello dei loro omologhi alimentati in modo sregolato e una minor familiarità nei confronti di patologie metaboliche come il diabete, grazie alla capacità della dieta mediterranea di abbassare livelli di colesterolo nel sangue e pressione...

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L’olio extra vergine d’oliva amaro e piccante, perchè preferirlo?

Scritto da il 11 Apr, 2015 in News | 0 commenti

L’olio extra vergine d’oliva amaro e piccante non è particolarmente amato dai consumatori ma fa bene alla salute. Amaro e piccante infatti sono connotati organolettici legati al contenuto in fenoli biologicamente attivi. Si tratta di potenti antiossidanti che hanno molte proprietà salutistiche. Tanto più un olio sarà amaro e piccante, tanto meglio farà alla salute. Un’affermazione che provoca spesso accese discussioni, poiché la ricerca scientifica, trattando di olio extra vergine d’oliva, non ha raramente differenziato tra oli ad alto contenuto fenolico e oli a basso contenuto fenolico. L’Università di Davis, in California, ha compiuto uno studio analizzando gli studi sull’argomento tra il 1998 e il 2014. Ha così scoperto che l’assunzione di 25 ml di extra vergine di alta qualità, con un contenuto di fenolico superiore a 400 mg/kg può ridurre l’ossidazione delle Ldl in appena quattro giorni, mentre un olio con un contenuto di 150 mg/kg impiega ben quattro settimane. Non solo, un extra vergine di qualità alzerebbe anche in breve tempo, qualche giorno, i livelli di colesterolo Hdl, quello buono. Mary Flynn e Selina Wang concludono quindi che è preferibile utilizzare un olio con un contenuto fenolico superiore a 300 mg/kg. Il colesterolo, però, è ormai considerato un fattore di rischio superato per le malattie cardiovascolari e si preferiscono utilizzare marker infiammatori, sintomo di un’alterazione dell’equilibrio che può portare ad accumuli di tessuto connettivo nei vasi sanguigni (arteriosclerosi) o ad aterosclerosi. L’aterosclerosi è una forma di arteriosclerosi caratterizzata da infiammazione cronica delle arterie di grande e medio calibro con formazione di formazione di placche. Queste placche portano a una riduzione del flusso sanguigno con conseguente aumento del rischio di fenomeni ischemici acuti o cronici, che colpiscono principalmente cuore, encefalo, arti inferiori e intestino. E’ quindi importante tenere sotto controllo lo stato infiammatorio e i polifenoli dell’olio di oliva, antiossidanti naturali, sembrerebbero i candidati ideali per questo scopo. Una ricerca dell’Università di Siviglia ha tuttavia scoperto che, nella progressione delle placche aterosclerotiche, non vi è differenza tra un olio extra vergine d’oliva ad alto contenuto fenolico e uno a basso contenuto fenolico. L’extra vergine, comunque e in quanto tale, probabilmente in virtù dell’elevato tenore di acidi monoinsaturi, è in grado di controllare la progressione infiammatoria della placca ateroscerotica. Gli stessi ricercatori, tuttavia, hanno rilevato che i fenoli dell’extra vergine sono in grado di ripristinare la funzione endoteliale e ridurre l’accumulo di lipidi all’interno della lesione aterosclerotica. Strade diverse tra il review dell’Università di Davis e lo studio scientifico dell’Università di Siviglia ma un’unica conclusione: è sempre comunque meglio consumare extra vergini ad alto contenuto...

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Uliveti e vigneti: la bruciatura delle ramaglie non è reato, stop al rischio sanzioni per gli agricoltori

Uliveti e vigneti: la bruciatura delle ramaglie non è reato, stop al rischio sanzioni per gli agricoltori

Scritto da il 1 Apr, 2015 in News, Olivicoltura | 0 commenti

Fin dall’antichità nelle coltivazioni agricole era pratica comune quella di bruciare le potature di olivi, viti, frutteti e via dicendo. Non molti di quelli che accendevano i fuochi nelle campagne sapevano però che i residui delle potature erano assimilati al trattamento dei rifiuti, quindi non si potevano bruciare all’aperto, con dei costi improponibili uniti a normative molto spesso inapplicabili;  il DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 91,  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale permette di tornare all’antica pratica grazie alla deroga proprio al divieto di bruciatura di ramaglie e residui di potatura. La norma precisa che non si applicano le sanzioni connesse alla gestione dei rifiuti quando si brucia in loco materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture. In particolare per tale materiale è consentita la combustione in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiore a tre metri steri (‘cubi’) per ettaro nelle aree, periodi ed orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Rimane il divieto alla combustione nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, tenendo conto anche delle distanze minime dalle aree boscate previste dalla legge. La tecnica circa il trattamento dei residui vegetali delle coltivazioni e il loro impiego nel ciclo colturale, è tornata legale dopo l’emergenza causata dall’epidemia di Xylella fastidiosa nel Salento, con gran soddisfazione delle associazioni di categoria La nuova e attesa norma che ora permette la combustione all’aperto di scarti di potatura e ramaglie vegetali, definisce e circoscrive l’ambito in cui può avvenire il trattamento dei residui vegetali, nelle consuetudinarie operazioni colturali, che storicamente sono state sempre effettuate e si riferiscono a quelle situazioni in cui l’agricoltore provvede al trattamento e riuso, quali ammendanti o concimi, dei residui in questione; la bruciatura in loco delle ramaglie di olivo inoltre, riduce la diffusione di malattie (per esempio la lebbra e il batterio Xylella fastidiosa), e nel contempo non aumenta la quantità di anidride carbonica emessa...

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