L’olio extra vergine il bene alle ossa

L’olio extra vergine il  bene alle ossa

Scritto da il 3 Feb, 2017 in Olio & Salute | 0 commenti

Non è la prima ricerca che dimostra come l’olio extra vergine di oliva protegga le nostre ossa, già altri studi avevano evidenziato come l’olio potesse favorire l’accumulo di calcio, ma è certamente la prima ricerca che mette in diretta correlazione la riduzione di un rischio patologico alle ossa con un consumo di olio extra vergine di oliva. Questo studio, pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, è stato condotto in un totale di 870 persone di età compresa tra 55 e 80 anni. Persone ad alto rischio di malattie cardiovascolari. Queste persone sono stati reclutate dai medici ambulatoriali dell’Istituto Catalano della Sanità della regione di Tarragona, che ha partecipato allo studio PREDIMED (prevenzione con la dieta mediterranea). Dopo quasi nove anni di media di monitoraggio, i ricercatori hanno scoperto che coloro che consumano più olio extra vergine di oliva, equivalente a 4-5 cucchiai al giorno, hanno un rischio minore di fratture dovute a ostoeoporosi, indipendentemente dal altri fattori di rischio. Ma perchè? Secondo Monica Bulló e Jordi Salas-Salvado, dell’Unità Nutrizione Umana della URV e membri della Health Research Institute Pere Virgili, i benefici sarebbero dovuti “a tutte le sostanze che compongono l’olio vergine, primi tra tutti i polifenoli e altri componenti antiossidanti e anti-infiammatori.” Non basta consumare dunque olio extra vergine d’oliva, occorre consumare olio extra vergine ricco di polifenoli, quindi un po’ amaro e piccante. come i nostri oli extravergine Selezione Oro Campania   prodotti da una accurata selezione di olive all’interno della nostra azienda, e trasformate direttamente in sede non oltre le 12 ore dalla raccolta, cosi per preservare tutte le proprietà organolettiche del prezioso olio...

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L’oleocantale, composto fenolico dell’olio extravergine, uccide le cellule tumorali

L’oleocantale, composto fenolico dell’olio extravergine, uccide le cellule tumorali

Scritto da il 11 Set, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

L’olio extravergine di oliva è una componente fondamentale della dieta mediterranea e come tale è stato fatto oggetto di ricerche e studi per individuare quali caratteristiche possiede, per mantenere in buona salute chi ne fa uso. In particolare, uno dei suoi ingredienti viene studiato approfonditamente: l’oleocantale, composto fenolico naturale che si trova esclusivamente nell’olio extravergine di oliva, e che è, l’altro, responsabile del suo sapore piccante. Gli studi condotti finora hanno indicato che agirebbe proprio come i comuni antinfiammatori non steoroidei, inibendo la ciclossigenasi (COX), un enzima che svolge un ruolo cardine nei meccanismi infiammatori. Inoltre, i ricercatori hanno verificato che inibisce la proteina ADDLs che danneggia le cellule del cervello, cuore, polmoni e altri importanti organi, con effetti devastanti sugli individui anziani , essendo anche una delle principali cause dell’insorgenza del morbo di Alzheimer. Ora, si è aggiunta un’ulteriore scoperta fatta da ricercatori statunitensi: Paul Breslin, uno scienziato nutrizionale dell’Università di Stato Rutgers del New Jersey; David Foster e Onica LeGendre, biologi del cancro presso l’Hunter College di New York. I risultati del loro studio, pubblicati sulla Rivista Molecular & Cellular Oncology, dimostrerebbero che l’oleocantale è in grado di uccidere delle varietà di cellule tumorali senza danneggiare quelle sane. In verità, gli scienziati sapevano che tale ingrediente è in grado di aggredire alcune cellule tumorali, ma nessuno veramente aveva dimostrato come questo potesse accadere. Breslin aveva pensato che l’oleocantale potesse prendere di mira una proteina chiave nelle cellule tumorali in grado di innescare la morte cellulare programmata, processo conosciuto con il termine apoptosi. Confrontandosi con i colleghi biologi nel corso di un Seminario svoltosi alla Rutgers University, Breslin decise di testare questa ipotesi con l’aiuto appunto di Foster e LeGendre. “Avevamo bisogno di determinare se l’oleocantale fosse in grado aggredire la proteina – ha dichiarato Breslin – causando la morte delle cellule”. Dopo aver applicato oleocantale sulle cellule tumorali, Foster e LeGendre hanno scoperto che queste morivano molto rapidamente, in un tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti. Dato che la morte cellulare programmata dura tra 16 e 24 ore, gli scienziati hanno capito che dovesse intervenire qualcos’altro a determinare il collasso delle cellule tumorali e a farle morire. La risposta è stata fornita dalla biochimica LeGendre: le cellule erano state uccise dai loro stessi enzimi. L’oleocantale aveva perforato le microvescicole all’interno delle cellule tumorali che conservano i rifiuti della cellula stessa – la cellula “cassonetto”, come l’ha chiamata Breslin, o “centro di riciclaggio“, come viene indicata da Foster. Tali microvescicole (lisosomi) che contengono una serie di enzimi in grado di degradare tutti i tipi di polimeri biologici, sono più grandi nelle cellule tumorali rispetto alle quelle sane, e contengono un sacco di rifiuti. “Una volta che si rompono, si scatena l’inferno”, ha osservato Breslin. Ma l’oleocantale, come hanno appurato i ricercatori, non danneggia le cellule sane, limitandosi ad arrestare temporaneamente il loro ciclo di vita:...

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Con la dieta mediterranea stop agli infarti e agli ictus

Con la dieta mediterranea stop agli infarti e agli ictus

Scritto da il 18 Giu, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

Uno studio ellenico,  presentato nel corso dell’American College of Cardiology, ha preso in esame le varie condizioni di salute di un campione di 2500 soggetti di età compresa tra i 18 e gli 89 anni, mettendo in relazione le loro abitudini alimentari con la frequenza di insorgenza di attacchi cardiaci ed infarti. Dal raffronto, i medici hanno scoperto che seguire i dettami della dieta mediterranea comportava una riduzione media di sviluppare malattie cardiache pari al 47% e che l’alimentazione basata su verdure, pomodori, pesce e olio di oliva produceva benefici all’apparato cardiaco maggiori di quelli derivanti da una costante e moderata attività fisica. “Il nostro studio dimostra che la dieta mediterranea è utile per tutti i tipi di persone, di entrambi i sessi, in tutte le età, e per tutte le persone sia in buona salute che non. E rivela anche che la dieta mediterranea ha benefici diretti per la salute del cuore, in aggiunta ai suoi benefici indiretti nel trattamento di diabete, ipertensione e infiammazione” ha spiegato Ekavi Georgousopoulou, ricercatore della Harokopio University di Atene. I ricercatori hanno analizzato cartelle cliniche, stile di vita e abitudini alimentari dei soggetti coinvolti, all’inizio dello studio, dopo cinque anni e dopo 10 anni. Ne è emerso che, in generale, quasi il 20% degli uomini e il 12% delle donne che hanno partecipato allo studio hanno sviluppato o sono morti di malattie cardiache. I soggetti coinvolti nello studio che seguivano i dettami della dieta mediterranea mostravano anche una condizione fisica migliore, un peso corporeo inferiore a quello dei loro omologhi alimentati in modo sregolato e una minor familiarità nei confronti di patologie metaboliche come il diabete, grazie alla capacità della dieta mediterranea di abbassare livelli di colesterolo nel sangue e pressione...

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L’extra vergine di alta qualità abbassa il colesterolo e anche delle uova di gallina

L’extra vergine di alta qualità abbassa il colesterolo e anche delle uova di gallina

Scritto da il 23 Apr, 2015 in In cucina, Olio & Salute | 0 commenti

E’ prassi comune utilizzare vari integratori alimentari per migliorare la qualità nutrizionale delle uova. L’olio extra vergine di oliva di alta qualità può essere tra questi? L’idea di effettuare questa sperimentazione è venuta a Josè Gaforio dell’Università di Jaen. Josè Gaforio ha iniziato lo studio dividendo le galline in tre gruppi. Al primo veniva dato solo olio di semi di girasole. Al secondo olio extra vergine di oliva a basso contenuto fenolico. Al terzo olio extra vergine d’oliva ad alto contenuto fenolico. Alla fine dell’esperimento, per ciascuno dei gruppi è stata misurata la qualità nutrizionale delle uova e i livelli di colesterolo nel tuorlo. I risultati sono così riassumibili: i tuorli d’uovo delle galline alimentate con extra vergine avevano meno colesterolo di quelle alimentate con olio di semi di girasole. E inoltre: la qualità nutrizionale delle uova ottenute da galline alimentate con extra vergine ad alto contenuto fenolico era superiore, anche in virtù di un profilo in acidi grassi più equilibrato, con una minore quantità di acidi grassi saturi e una maggiore quantità di insaturi. In particolare i contenuti di acido palmitico e miristico, noti per portare ad aterosclerosi, erano significativamente inferiori nelle uova delle galline nutrite con extra vergine di alta qualità. E infine, il nutrimento a base di olio extra vergine non impattava sul colore del tuorlo che, anzi, si presentava più acceso e uniforme. La conclusione di Josè Gaforio è perentoria: le uova di galline nutrite con extra vergine ad alto contenuto fenolico sono più sane. Un esperimento, quello condotto all’Università di Jaen, tra il serio e il faceto che, al di là, dei risultati sperimentali, per stessa ammissione dell’autore, vuole incrementare l’attenzione sulle qualità nutrizionali dell’extra vergine. Infatti, si legge nello studio: non tutti gli oli sono uguali. Se gli extra vergini contengono una gran quantità di composti minori, tra cui i polifenoli, sono di qualità. E’ necessario spiegare, secondo i ricercatori dell’Università di Jaen, che vi sono varietà che danno oli con un maggior contenuto fenolico, un’informazione che, stante l’inattività del governo e dell’industria olearia, non viene trasmessa al...

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Olio Extravergine, ancora benefici per il corpo

Olio Extravergine, ancora benefici per il corpo

Scritto da il 16 Mar, 2015 in Olio & Salute | 0 commenti

L’olio di oliva aiuta a equilibrare il metabolismo umano e i ricercatori spagnoli, dopo cinque anni di ricerche e grazie a un finanziamento da due milioni di euro, hanno scoperto che la dieta mediterranea ricca di olio di oliva riduce il rischio di problemi cardiovascolari del 30% e quasi in pari percentuale, 28%, riduce gli effetti della sindrome metabolica. Per sindrome metabolica si intende un disequilibrio del nostro organismo dovuto a vari fattori di stress, prevalentemente di tipo ambientale e alimentare. Comportamenti quali una dieta ricca di grassi saturi, la scarsa attività sportiva e il fumo possono creare problemi quali un aumento considerevole del rischio di infarti, ictus e diabete. Ormai il 25% della popolazione dei paesi occidentali è affetto da sindrome metabolica. Quali parametri monitorare per capire se si è affetti da sindrome metabolica? Peso corporeo eccessivo (non necessariamente l’obesità), livelli bassi di colesterolo buono Hdl e alti di trigliceridi e glicemia, oltre a pressione alta, sono tutti fattori di rischio. I ricercatori spagnoli, nell’ambito del progetto Predimed, hanno seguito la vita di 6 mila persone per 5 anni. Il 67% dei partecipanti aveva uno o più fattori legati alla sindrome metabolica. Sono quindi stati suddivisi in tre gruppi: il primo seguiva una dieta a basso contenuto di grassi, il secondo una dieta mediterranea con molto olio di oliva, il terzo una dieta mediterranea integrata con noci. Dopo 5 anni il 28% di chi aveva seguito le due tipologie di dieta mediterranea non presentava più i parametri tipici della sindrome metabolica. Secondo gli spagnoli per ottenere i migliori risultati andrebbero assunti almeno 50 grammi al giorno di extra vergine, pari a circa tre cucchiai e mezzo. L’apporto calorico in questo caso non è indifferente (circa 450 calorie), e deve essere controbilanciato a livello di dieta con una riduzione di altri apporti calori ma assicurandosi ricadute positive sulla...

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Pesticidi di Stato per l’olio del Salento: le multinazionali colpiscono ancora

Pesticidi di Stato per l’olio del Salento: le multinazionali colpiscono ancora

Scritto da il 5 Mar, 2015 in News, Olio & Salute, Olivicoltura | 0 commenti

La Puglia è sotto shock, la Regione ha predisposto di infestare il Salento con i pesticidi. Le multinazionali agrochimiche dettano l’agenda politica e nessuno si interessa del bene dei cittadini. In quella terra si sta giocando una battaglia importante che può segnare il futuro di tutti noi. Per decreto regionale, a partire da maggio 2015 sarà obbligatorio ricorrere ai pesticidi per bloccare l’insetto che ha provocato la moria di un numero elevato di ulivi. Il governo pugliese, infischiandosene dei rapporti di allerta sui pesticidi lanciati da autorità mondiali come l’OMS e l’EFSA, e non ascoltando neanche il parere contrario della Lega dei Tumori leccese, ha scelto una strada senza ritorno. In molti studi è stato appurato che gli insetticidi spruzzati sulle coltivazioni sono un pericolo per la salute umana. Ricercatori di tutto il mondo ci avvertono dei gravi rischi che incorre l’uomo quando entra in contatto con quelle sostanze chimiche utilizzate per uccidere i parassiti. Nonostante l’evidente correlazione tra i pesticidi e il cancro, l’ordinanza della Regione prevede l’obbligo di irrorare tutti i terreni agricoli, compresi quelli biologici, senza risparmiare neanche i parchi stabilendo i tempi e le sostanze da utilizzare: Imidacloprid, Buprofezis, Dimetoato, Deltametrina, Lambda cialotrina, Etofenprox e Clorpirifos metile. La Puglia è di fronte ad un baratro. Gran parte dell’economia locale ruota intorno alla coltivazione dell’ulivo. La perdita di molte piante è stato un duro colpo per i tanti addetti del settore. La grande distribuzione assetata di olio di infima qualità vuole certezze di raccolto sul lungo periodo, per questo fa pressione affinché la coltivazione dell’ulivo contempli l’uso indiscriminato delle sostanze chimiche. Riusciranno gli olivicoltori pugliesi a resistere a una tale attacco? Ma il peggio deve ancora venire. Da qualche anno la popolazione pugliese, purtroppo, è costretta a fare i conti con un alto numero di tumori, che potrebbe aumentare per colpa dell’irrorazione su larga scala dei pesticidi. Come può reggere la cittadinanza un’altra mazzata del genere? Inoltre essendo una bellissima terra, una grossa mano all’economia locale arriva dal turismo. Chi può essere contento di trascorrere le vacanze inalando insetticidi? Se non bastasse tutto ciò, un altro fattore da tenere di conto, acclarato in diverse zone del mondo, riguarda la certezza che i pesticidi inducono alla morte le api. Qual è l’intento dei passacarte di Bari: distruggere l’apicoltura? C’è da dire che la presa di posizione della Regione Puglia va di pari passo con le indicazioni date dalla task force istituita dal Consiglio dei Ministri per combattere lo stato di emergenza causato dalla malattia degli ulivi. Udite, udite: l’unico intervento previsto dal Commissario straordinario è quello di distruggere la mosca dell’olivo con i fitofarmaci. La politica ci lascia nelle mani ,non certamente amorevoli , dei consigli di amministrazione delle multinazionali unicamente interessati ad aumentare i profitti. Chi se ne frega del territorio e di chi vi abita l’importante è di metterte in piedi quegli affari, pochi soltanto per...

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