Perché evitare l’olio di palma: i danni alla salute e all’ambiente

Perché evitare l’olio di palma: i danni alla salute e all’ambiente

Scritto da il 25 Feb, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

L’olio di palma è un ingrediente troppo utilizzato nei prodotti alimentari industriali, e ancora poco conosciuto dai consumatori, anche se il suo impiego comporta parecchie problematiche negative. Agli inizi dell’800 l’olio di palma arrivò in Europa portato dai mercanti di spezie, ma non ebbe grande successo per l’utilizzo nell’alimentazione, essendo sul mercato olii di maggiore qualità, come l’olio d’oliva e di girasole, prodotti da Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. Inizialmente fu utilizzato, dato il basso costo, come materia prima per i saponifici e per la lubrificazione dei macchinari delle nascenti industrie britanniche. In seguito, con l’industria alimentare in crescita, l’olio di palma tornò di nuovo alla ribalta come grasso vegetale a basso costo, da utilizzare per biscotti, merendine, piatti pronti, conserve alimentari. Oggi l’olio di palma è usato su vasta scala nell’industria cosmetica, nella produzione di biodiesel, nell’industria agroalimentare. Questo comporta un grande danno ambientale: nel Sud Est Asiatico e in Africa le sconfinate monocolture di palme da olio richieste dalle multinazionali, hanno preso il posto delle coltivazioni tradizionali, e delle foreste. La deforestazione collegata alla produzione dell’olio di palma, come hanno dimostrato recenti studi a livello mondiale, è una delle concause delle mutazioni climatiche dovute all’effetto serra che ne consegue. La palma – Elaeis guineensis – da cui si estrae questo ingrediente, è coltivata soprattutto in Indonesia e Malesia: due Paesi che producono quasi il 90% di questo prodotto. Non a caso la coltivazione della palma è responsabile della scomparsa delle ultime foreste vergini dell’isola di Sumatra, dove vivevano oranghi, elefanti e tigri, ridotti a poche centinaia di esemplari grazie alla riduzione drastica del loro habitat. Secondo uno studio promosso dal WWF, entro il 2020 le foreste indonesiane saranno definitivamente distrutte, con la conseguente perdita di biodiversità e specie di animali. Oltre a incrementare l’effetto serra, la corsa alle piantagioni di palme da olio ha favorito il land grabbing, l’accaparramento di terreno da parte delle multinazionali che ha determinato gravi squilibri nelle economie locali, colpendo i piccoli agricoltori e i mercati alimentari di aree già sofferenti per varie cause. Un altro motivo fondamentale e da non sottovalutare per rinunciare all’utilizzo, riguarda anche la salute dell’uomo, oltre che dell’ambiente: i grassi contenuti nell’olio di palma sono infatti saturi e dannosi per il sistema cardiocircolatorio, perché favoriscono la produzione del colesterolo LDL. Le occasioni in cui consumiamo l’olio di palma, prevalentemente a nostra insaputa, sono tante: dai biscotti industriali alle merendine, dagli snack ai panini, dai gelati confezionati a dolci di vario genere, e a prodotti a base di cioccolato non artigianale, come la nostrana famigerata Nutella. Un richiamo a una maggiore consapevolezza è stato fatto sempre dal WWF alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, per promuovere il consumo responsabile dei prodotti alimentari, di cui si parlerà nel prossimo Expò di Milano, per il quale l’associazione ambientalista è Civil Society Participant. I consumatori sono stati sino ad ora all’oscuro di...

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Dieta Mediterranea, i segreti della virilità.

Dieta Mediterranea, i segreti della virilità.

Scritto da il 23 Feb, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

Un’alimentazione equilibrata e bilanciata, a base di frutta, verdura, cereali e olio d’oliva, pulirebbe i nostri vasi sangiugni, compresi quelli dell’organo genitale maschile, aiutando così una sana vita di coppia tra le lenzuola Meglio una sana e bilanciata Dieta Mediterranea oppure la “magica” pillolina blu per avere prestazioni adeguate fra le lenzuola? Non vi sarebbe nessuna differenza, stando almeno a quanto riportato dall’Hippokration Hospital di Atene. Uno studio ha infatti suddiviso in due gruppi delle persone affette da disfunzione erettile ed altre problematiche sessuali. Al primo gruppo è stato consigliato l’uso del Viagra metre al secondo sarebbe stata sostituita la dieta con una più bilanciata, secondo i canoni della Dieta Mediterranea. Dopo qualche settimana gli uomini di entrambi i gruppi manifestavano identica soddisfazione nella “cura”, dichiarando di essere tornati a una normale vita sessuale. La Dieta Mediterranea avrebbe quindi gli stessi effetti del Viagra, almeno nel medio-lungo periodo. E senza effetti collaterali. Questo perchè, secondo gli studi condotti, gli effetti nella “pulizia” dell’apparato cardiocircolatorio, e in particolare dei vasi sangiugni, funzionerebbe in tutte le regioni del corpo, quindi anche sui vasi, particolarmente stretti, dell’apparato genitale maschile. I medici greci hanno quindi consigliato di non esagerare con la carne rossa, limitare il vino e associare la dieta, basata su frutta, verdura, cereali e olio di oliva, a un sano...

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L’olio d’oliva italiano vince la sfida contro le miscele di oli comunitari

L’olio d’oliva italiano vince la sfida contro le miscele di oli comunitari

Scritto da il 20 Feb, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

I blend industriali, assemblati con extra vergini di origine europea, sono nutrizionalmente meno ricchi di composti fenolici e polifenoli. Ma qual’è la qualità degli oli a scaffale? Su 32 campioni esaminati solo 3 avevano un contenuto fenolico superiore a 250 ppm   Qual’è l’effettiva qualità degli extra vergini che affollano gli scaffali dei supermercati italiani? L’origine, al di là di uno spirito patriottico e di bandiera, garantisce davvero un valore aggiunto a chi acquista il prodotto? Domande legittime a cui ha cercato di dare una risposta l’Università di Napoli, attraverso uno studio, ancorchè limitato, su una rappresentanza di extra vergine presi nel commercio al dettaglio. In effetti molti studi sono stati condotti a livello tecnologico, con indicazioni utili su come migliorare i parametri nutrizionali dell’olio d’oliva, così come su extra vergini di alta qualità presentati nel corso di concorsi o eventi legati alle eccellenze italiane. La ricerca svolta dall’Università di Napoli, su 32 oli, è tra le prime che analizza quanto effettivamente disponibile al largo consumo. L’obiettivo dichiarato dai ricercatori era valutare gli extra vergini del mercato italiano, partendo dalla loro composizione in acidi grassi, indici di qualità, polifenoli, tocoferoli e attivitòà antiossidante (metodo Abts). Quanti di questi oli si sarebbero potuti fregiare dei claim salutistici autorizzati dall’Efsa? E’ stata riscontrata un’alta variabilità nel contenuto di composti fenolici e tocoferoli, che, comunque, erano significativamente più elevati negli oli etichettati come italiani rispetto agli extra vergini dichiarati miscele provenienti dall’Unione europea. In base all’indagine effettuata, il consumo della quantità giornaliera raccomandata di olio extra vergine d’oliva coprirebbe circa il 50% della dose giornaliera raccomandata di tocoferoli, nonché dell’assunzione di polifenoli raccomandata dall’Autorità per la sicurezza alimentare europea. Tutto questo nonostante solo 3 dei 32 campioni analizzati avessero un contenuto fenolico superiore a 250 ppm. I ricercatori hanno poi riscontrato elevati indici di polifenoli negli extra vergini italiani a denominazione d’origine protetta. In conclusione è possibile affermare che, di fronte allo scaffale, è possibile una scelta consapevole anche dal punto di vista nutrizionale, sapendo che, a fronte di un premio di prezzo, l’olio extra vergine italiano è nutraceuticamente più ricco rispetto alle miscele di oli...

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L’olio d’oliva è il nostro miglior alleato contro freddo, neve e gelo. Ecco come utilizzarlo

L’olio d’oliva è il nostro miglior alleato contro freddo, neve e gelo. Ecco come utilizzarlo

Scritto da il 9 Feb, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

  L’inverno è arrivato con prepotenza e si sta facendo sentire, anche sulla nostra pelle. Viso e mani sono messi a durissima prova. L’olio extra vergine d’oliva è in grado di riapportare lipidi alla cute, di proteggerla e di nutrirla Si sa, le basse temperature non sono certamente le migliori amiche della nostra pelle. Quando poi i repentini cambiamenti metereologici fanno sì che l’inverno prima ceda a temperature primaverili e poi si riprenda, magari dopo pochi giorni, il suo ruolo da protagonista (con un’abbondante nevicata o col freddo pungente), allora le zone più esposte del nostro corpo, viso e mani ad esempio, sono messi a durissima prova. Quando il clima è rigido, o si alternano giorni molto freddi e giorni miti, occorre prevenire i danni provocati dall’insulto climatico alle difese cutanee, con conseguente secchezza, screpolature, tagli, tutti legati al fatto che la pelle è povera di idratazione, di lipidi e di altri nutrienti. Perché d’inverno la pelle tende a seccarsi? Il nostro organismo dispone di meccanismi prodigiosi per svolgere le sue funzioni e rispondere alle esigenze ordinarie e straordinarie che attengono alla vita, adattandosi all’ambiente esterno. In inverno, per mantenere costante la temperatura corporea, il corpo mette in atto un meccanismo noto come vasocostrizione: i vasi sanguigni periferici si restringono, in modo da far affluire meno sangue nelle zone più esterne del corpo. Questo serve a evitare la dispersione di calore, trattenendo cioè il sangue e il calore all’interno: lo scopo è far funzionare sempre al meglio gli organi vitali interni: cuore, fegato, polmoni, reni, intestino… La parte esterna del corpo (nella fattispecie, la pelle e le estremità) dovrà quindi cavarsela con meno sangue del solito. E, quindi, con meno nutrimento. Ecco perché la pelle in inverno vede diminuire le sue funzionalità: meno sangue che affluisce vuol dire meno ossigeno e meno sostanze nutritive che arrivano alla cute e alle ghiandole sebacee. L’effetto sarà una diminuzione del film idrolipidico e quindi una minore capacità di protezione. Percepiremo la nostra pelle più sottile, più sensibile, più arida e ancora più esposta agli agenti atmosferici. Si possono creare anche microfessurazioni epidermiche e, nei casi più severi, tagli e lesioni dolorose, come ad esempio le ragadi che compaiono alle estremità delle dita. Le mani sono particolarmente soggette a problemi, dato che le laviamo più spesso rispetto alle altre parti del corpo, e questo non fa che delipidizzarle ulteriormente, esponendole maggiormente Anche le labbra sono tra i bersagli preferiti del freddo, che si accanisce contro queste delicate sporgenze del viso e le fa screpolare e fessurare (le labbra possiedono uno strato di cheratinociti molto più sottile rispetto ad altre zone del corpo, e quindi dispongono di minore autoprotezione). Qual è la soluzione? Una sola: ungere la pelle. Con i grassi giusti e nel modo giusto. Come proteggere o trattare la pelle aggredita dal freddo? Molti sono i grassi naturali che fanno bene alla...

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La guerra americana all’olio d’oliva europeo

La guerra americana all’olio d’oliva europeo

Scritto da il 21 Gen, 2015 in News, Olio & Salute | 0 commenti

Nel mentre l’Italia piange per una campagna olearia disastrosa, continua il pressing americano sull’olio di oliva europeo. Il 5 gennaio, il California Olive Ranch ha annunciato l’acquisto del marchio italiano Lucini. L’azienda Lucini fu fondata nel 1997 per vendere sul mercato statunitense l’olio italiano. Con l’acquisizione i marchi del California Olive Ranch hanno una quota di mercato del 4,45% nel retail, per un fatturato di 80 milioni di dollari l’anno. Nel mentre due marchi “italiani”, ovvero che suonano come nazionali, ma la cui proprietà è straniera, sono incappati in guai giudiziari in California. Carapelli, di proprietà della spagnola Deoleo, a sua volta controllata dalla britannica Cvc Partners e Filippo Berio, di proprietà Salov, ora acquisita dal gruppo cinese Yimin sono state citate in due distinte class action per non aver mantenuto le promesse fatte ai clienti. Le due class action, i cui documenti potete trovare qui e qui, sono state presentate a metà dell’anno passato e secondo molti analisti giudiziari non avrebbero passato il primo vaglio di ammissibilità, vista la genericità delle affermazioni. Gli attori, Koller et al e Kumar et al, hanno accusato Deoleo e Salov di aver violato una serie di norme americane tra cui la Law360, ma anche la California’s False Advertising Law e la Unfair Competition Law e infine la Consumer Legal Remedies Act. Ma di cosa sono accusati esattamente questi marchi, che vengono indicati come italiani in Usa? Di aver venduto olio raffinato sotto la dizione di extra vergine, di aver spacciato come italiano olio di diversa provenienza, grazie alla dizione “imported from Italy” e infine di aver trasportato l’olio in condizioni non idonee (senza controllo della temperatura e in bottiglie chiare) tali da danneggiare il prodotto prima della sua immissione in commercio. L’accusa più grave riguarda proprio l’aver imbottigliato olio raffinato come extra vergine d’oliva. In particolare i marchi vengono accusati di aver miscelato olio di cattiva qualità, prima raffinato (forse deodorato?), insieme con extra vergine. I marchi si sono difesi affermando che non è possibile essere accusati sulla base di un esiguo campione di bottiglie. Nell’udienza del 6 gennaio scorso, tuttavia, il giudice Seeborg ha dato ragione all’attore, sostenendo che, per procedere, non è indispensabile che venga provato che tutte le bottiglie contenessero olio raffinato ma solo che il campione non rispettasse i requisiti della categoria commerciale olio extra vergine d’oliva. Altre questioni delicate riguardano l’inganno della provenienza, rendendosi necessario, secondo gli attori, un sistema di tracciabilità che garantisca l’origine e un sistema di etichettatura più chiara che vieti di trarre in inganno il consumatore. Similmente dovrebbero essere bandite le bottiglie chiare e dovrebbe essere garantito che, durante i trasporti, l’olio non subisca shock (termici o luminosi), tali da alterare il prodotto prima della messa in vendita. Se, al termine del dibattimento, le tesi di Koeller e Kuman dovessero trovare accoglimento, si tratterebbe di un duro colpo per i marchi “italiani”, non...

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Foglie di olivo, benefici per la salute con gli infusi.

Foglie di olivo, benefici per la salute con gli infusi.

Scritto da il 21 Gen, 2015 in Olio & Salute | 0 commenti

  Per avere tutti gli effetti benefici occorre essiccare le foglie di olivo velocemente Vengono sempre più propagandati in rete gli effetti benefici di infusi di foglie di olivo, in ragione della presenza di antiossidanti, come l’oleuropeina che però viene degradata dagli enzimi contenuti nelle stesse foglie.   Si trovano sempre più pubblicizzate su internet, ma anche in brochure varie, le proprietà salutistiche di infusi a base di foglie d’olivo.In effetti le foglie contengono alte quantità di antiossidanti e antinfiammatori naturali, come l’oleuropeina, che però sono soggette a naturale degradazione, proprio a causa di due enzimi presenti nelle foglie di olivo.Uno studio italiano ha proprio indagato sull’attività enzimatica di un estratto di foglie di olivo sull’oleouropeina e altri substrati fenolici. L’attività scientifica è avvenuta in vitro ma riveste comunque una notevole rilevanza per capire cosa accade dentro una foglia di olivo conservata a lungo.Nell’estratto sono stati trovati almeno due tipi di enzimi che possono essere coinvolti nella degradazione dell’oleuropeina endogena: polifenolossidasi e β-glucosidasi. La loro presenza è stata determinata mediante HPLC e spettroscopia UV-Visibile.L’attività enzimatica è però variata a seconda di come sono state conservate le foglie di olivo.Gli estratti di foglie fresche hanno mostrato un’attiva presenza di entrambe le attività enzimatiche, tanto che l’oleuropeina è stata rapidamente degradata in oleuropeina aglicone e 3,4-DHPEA-EA. Un processo degradativo che ha anche conseguenze aromatiche a carico dell’amaro e del piaccante.Se però le foglie vengono sottoposte a un’essicazione, un’attività della polifenolossidasi che conduce esclusivamente alla formazione di prodotti di ossidazione responsabili della tipica colorazione bruna della soluzione di reazione.Anche nel campo dei prodotti naturali, quindi, ci sono grandi differenze poiché si ha a che fare con un materiale vivo, mutevole, dove i composti più utili alla nostra salute sono anche quelli più facilmente degradabili.Anche nel campo degli infusi, come in quello degli extra vergini di oliva, non tutti i prodotti sono uguali anche se si possono chiamare con lo stesso...

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