Monitoraggio ” Mosca Olearea “

Monitoraggio ” Mosca Olearea “

Scritto da il 29 Ago, 2015 in Gallery, News, Olivicoltura | 0 commenti

La mosca delle olive (Bactrocera oleae), rappresenta il fitofago chiave in gran parte dei territori olivicoli del bacino del Mediterraneo. Le larve di questo dittero, nutrendosi del mesocarpo dei frutti, determinano rilevanti altera-zioni biochimiche, correlate all’entità e al tipo d’infestazione presente potenzialmente in grado di compromettere la qualità dell’olio ottenuto. Il fitofago è quindi in grado di incidere significativamente sulla produzione quali-quantitativa della coltura, non lasciando spesso alternativa che il ricorso alle classiche strategie di controllo delle infestazioni. Oro Campania è in prima linea nel monitorare la presenza della ” mosca ” all’interno di tutto il territorio di produzione, grazie alla presenza di trappole, e grazie ad eswperti del settore. Con un controllo settimanale direttamente nella nostra azienda, su un campione di olive preso in ogni terreno monitorato, controlliamo l’entità della infestazione della mosca oleare, in tempo reale,  per poter assicurare ai nostri olivicoltori e produttori una fascia di protezione, preventiva, contro i danni che questo carpofago può recare al prodotto finito. Garantendo la qualità e la salubrità del nostro olio Extravergine per tutti i nostri...

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Uliveti e vigneti: la bruciatura delle ramaglie non è reato, stop al rischio sanzioni per gli agricoltori

Uliveti e vigneti: la bruciatura delle ramaglie non è reato, stop al rischio sanzioni per gli agricoltori

Scritto da il 1 Apr, 2015 in News, Olivicoltura | 0 commenti

Fin dall’antichità nelle coltivazioni agricole era pratica comune quella di bruciare le potature di olivi, viti, frutteti e via dicendo. Non molti di quelli che accendevano i fuochi nelle campagne sapevano però che i residui delle potature erano assimilati al trattamento dei rifiuti, quindi non si potevano bruciare all’aperto, con dei costi improponibili uniti a normative molto spesso inapplicabili;  il DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 91,  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale permette di tornare all’antica pratica grazie alla deroga proprio al divieto di bruciatura di ramaglie e residui di potatura. La norma precisa che non si applicano le sanzioni connesse alla gestione dei rifiuti quando si brucia in loco materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture. In particolare per tale materiale è consentita la combustione in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiore a tre metri steri (‘cubi’) per ettaro nelle aree, periodi ed orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Rimane il divieto alla combustione nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, tenendo conto anche delle distanze minime dalle aree boscate previste dalla legge. La tecnica circa il trattamento dei residui vegetali delle coltivazioni e il loro impiego nel ciclo colturale, è tornata legale dopo l’emergenza causata dall’epidemia di Xylella fastidiosa nel Salento, con gran soddisfazione delle associazioni di categoria La nuova e attesa norma che ora permette la combustione all’aperto di scarti di potatura e ramaglie vegetali, definisce e circoscrive l’ambito in cui può avvenire il trattamento dei residui vegetali, nelle consuetudinarie operazioni colturali, che storicamente sono state sempre effettuate e si riferiscono a quelle situazioni in cui l’agricoltore provvede al trattamento e riuso, quali ammendanti o concimi, dei residui in questione; la bruciatura in loco delle ramaglie di olivo inoltre, riduce la diffusione di malattie (per esempio la lebbra e il batterio Xylella fastidiosa), e nel contempo non aumenta la quantità di anidride carbonica emessa...

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Xylella, il Tar blocca l’abbattimento degli ulivi.

Xylella, il Tar blocca l’abbattimento degli ulivi.

Scritto da il 27 Mar, 2015 in News, Olivicoltura | 0 commenti

Con decreto cautelare pubblicato oggi, la sezione di Lecce del Tar di Puglia, accogliendo il ricorso dell’avv. Giovanni Pesce, ha bloccato l’eradicazione degli ulivi con sospetto contagio da Xylella Fastidiosa nel terreno di proprietà dello stesso avvocato. Ne dà notizia il legale. Il Tar ha “accolto – riferisce l’avvocato – l’istanza di misure cautelari monocratiche quanto all’eradicazione degli alberi di ulivo”. Fissata al 9 aprile l’udienza per discutere sulla richiesta di sospensiva avanzata dal legale. Il ricorso d’urgenza, con il quale si chiedeva al Tar di fermare l’avvio dell’abbattimento degli ulivi infetti da Xylella, previsto dal 30 marzo prossimo, era stato depositato ieri dagli avvocati Giovanni e Guido Pesce, proprietari di un uliveto con un centinaio di piante a Oria (Brindisi). In particolare sono stati impugnati tutti gli atti del commissario straordinario, Giuseppe Silletti, i verbali di accertamento, le ordinanze, e sono state chieste verifiche più approfondite di tipo documentale e sulle piante. Secondo quanto emerso dall’approfondimento fatto dai due legali, c’era conoscenza dell’esistenza della Xylella dal 2008, mentre la Regione Puglia ne sarebbe stata consapevole dal...

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Più polpa e più olio nel frutto. Gli effetti della concimazione azoto-potassica sull’oliva

Più polpa e più olio nel frutto. Gli effetti della concimazione azoto-potassica sull’oliva

Scritto da il 25 Mar, 2015 in News, Olivicoltura | 0 commenti

L’oliveto viene generalmente concimato: azoto, fosforo, potassio e boro sono gli elementi più spesso impiegati (Lòpez-Granados and Garcia Torres, 2004), anche se è l’azoto il fattore più limitante ed usato (Hartmann et al., 1966; Fernández-Escobar, 2001, 2006). In dosi non eccessive, le concimazioni in genere aumentano la produzione e spesso anche il contenuto d’olio nel frutto (Jordao et al., 1994; Toplu et al., 2009; Malek and Mustapha, 2013), così come, spesso, il rapporto polpa/nocciolo (Abassi et al., 2012). Purtroppo, il contenuto d’olio e d’acqua delle olive viene quasi sempre espresso come percentuale nel frutto e non della polpa, rendendo difficile concludere se le concentrazioni nella polpa cambiano effettivamente o se è solo il rapporto polpa/nocciolo a cambiare. Infatti, dal momento che l’olio e l’acqua sono entrambi maggiormente concentrati nella polpa (Therios, 2009), un aumento del rapporto polpa/nocciolo porta ad un aumento di olio ed acqua nel frutto anche a parità di concentrazione nella polpa. Variazioni di concentrazione in olio nel frutto vengono spesso interpretate come variazioni del metabolismo, mentre è possibile che a cambiare sia solo la proporzione di polpa, a parità di concentrazione di olio e quindi di metabolismo. Questa differenza è sostanziale perché cambia completamente l’interpretazione della causa delle variazioni di contenuto in acqua e olio con la concimazione (o altro trattamento), e può avere conseguenze pratiche importanti anche nella gestione dell’oliveto e della qualità dell’olio.   Per approfondire questo concetto siamo andati a vedere se la concimazione variava la concentrazione d’olio e d’acqua nel frutto come tale e/o nella polpa. Contemporaneamente abbiamo considerato gli effetti sul rapporto polpa/nocciolo. Abbiamo poi valutato la colorazione dei frutti e la durezza della polpa, per verificare eventuali effetti sulla maturazione che potrebbero spiegare differenze nel contenuto in acqua e olio. Visto che in letteratura si trova che le concimazioni azotata e potassica sono quelle che più spesso aumentano il contenuto in olio e che eccessi di concimazione possono avere effetti opposti, abbiamo concimato con N (equivalente a 180 kg/ha) e K (100 kg/ha) degli olivi adulti (Cultivar: Leccino; sesto di impianto 6 x 5m), lasciandone altri come controllo non concimato. Cosa abbiamo trovato? Come previsto, il contenuto d’olio e d’acqua, espresso come percentuale sul frutto intero, è aumentato (+9%) con la concimazione. Così come sono aumentati il peso (sia fresco che secco) della polpa, ma non del nocciolo, quindi è aumentato il peso del frutto (+23% per il fresco e + 17% per il secco) e il rapporto polpa/nocciolo (+23% sia fresco che secco). Come detto sopra, questi risultati sono in linea con molti altri riportati in letteratura. Ma in letteratura non ci sono dati che contemporaneamente al frutto riportino la concentrazione nella polpa. Quando il contenuto in acqua e olio è stato espresso come percentuale nella polpa, le differenze sono scomparse: la polpa aveva la stessa concentrazione di olio e di acqua, sia nel concimato che nel controllo. Dunque...

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Un eccesso d’azoto ritarda la maturazione delle olive

Un eccesso d’azoto ritarda la maturazione delle olive

Scritto da il 6 Mar, 2015 in News, Olivicoltura | 0 commenti

L’azoto è l’elemento minerale con i costi, per unità fertilizzante, più bassi. Per questo, di solito, si tende ad utilizzarlo in abbondanza, nella convinzione che un eccesso è comunque meglio di una carenza. In realtà una concimazione azotata troppo abbondante in primavera può provocare squilibri vegeto-produttivi, con formazione di succhioni e polloni, eccessiva competizione dell’attività vegetativa con la fioritura. I possibili problemi, però, si potrebbero ripercuotere decisamente oltre la primavera, secondo uno studio spagnolo, arrivando fino alla maturazione delle olive e oltre. Per comprendere l’effetto della concimazione azotata sulla maturazione delle olive, su cultivar Picual, sono state somministrate, a partire dal 1993, diverse dosi di concime azotato, da un minimo di 0 di a un massimo di 1 kg di azoto ad albero. Nel 2010 sono stati selezionati alcuni alberi sulla base della concentrazione d’azoto a luglio. Sono stati individuati sei alberi con una concentrazione fogliare di azoto inferiore allo 1,4%, definita come soglia di carenza, e sei alberi con una concentrazione di azoto nelle foglie superiore a 1,7%, concentrazione eccessiva. E’ stato evidenziato come la maturazione delle olive fosse ritardata dall’eccesso di azoto. In particolare si evidenzierebbero livelli significativamente più bassi di cianidina-3 rutinoside, l’antocianina responsabile della pigmentazione nera. E’ un composto che si accumula durante la maturazione e il cui contenuto è decisamente inferiore nelle olive i cui alberi mostrano un eccesso d’azoto rispetto a quelle carenti. Un eccesso d’azoto, inoltre, porterebbe a un accumulo d’olio significativamente inferiore rispetto alle piante carenti dell’elemento. Secondo i ricercatori l’azoto indurrebbe infatti un rallentamento dell’attività lipogenetica, ovvero della formazione e dell’accumulo dell’olio nei frutti. Un alto contenuto di azoto, causato da un eccesso di fertilizzazione, ha insomma un impatto economico significativo per l’azienda olivicola, non solo a causa dell’aumento delle spese di potatura ma anche della riduzione delle...

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Pesticidi di Stato per l’olio del Salento: le multinazionali colpiscono ancora

Pesticidi di Stato per l’olio del Salento: le multinazionali colpiscono ancora

Scritto da il 5 Mar, 2015 in News, Olio & Salute, Olivicoltura | 0 commenti

La Puglia è sotto shock, la Regione ha predisposto di infestare il Salento con i pesticidi. Le multinazionali agrochimiche dettano l’agenda politica e nessuno si interessa del bene dei cittadini. In quella terra si sta giocando una battaglia importante che può segnare il futuro di tutti noi. Per decreto regionale, a partire da maggio 2015 sarà obbligatorio ricorrere ai pesticidi per bloccare l’insetto che ha provocato la moria di un numero elevato di ulivi. Il governo pugliese, infischiandosene dei rapporti di allerta sui pesticidi lanciati da autorità mondiali come l’OMS e l’EFSA, e non ascoltando neanche il parere contrario della Lega dei Tumori leccese, ha scelto una strada senza ritorno. In molti studi è stato appurato che gli insetticidi spruzzati sulle coltivazioni sono un pericolo per la salute umana. Ricercatori di tutto il mondo ci avvertono dei gravi rischi che incorre l’uomo quando entra in contatto con quelle sostanze chimiche utilizzate per uccidere i parassiti. Nonostante l’evidente correlazione tra i pesticidi e il cancro, l’ordinanza della Regione prevede l’obbligo di irrorare tutti i terreni agricoli, compresi quelli biologici, senza risparmiare neanche i parchi stabilendo i tempi e le sostanze da utilizzare: Imidacloprid, Buprofezis, Dimetoato, Deltametrina, Lambda cialotrina, Etofenprox e Clorpirifos metile. La Puglia è di fronte ad un baratro. Gran parte dell’economia locale ruota intorno alla coltivazione dell’ulivo. La perdita di molte piante è stato un duro colpo per i tanti addetti del settore. La grande distribuzione assetata di olio di infima qualità vuole certezze di raccolto sul lungo periodo, per questo fa pressione affinché la coltivazione dell’ulivo contempli l’uso indiscriminato delle sostanze chimiche. Riusciranno gli olivicoltori pugliesi a resistere a una tale attacco? Ma il peggio deve ancora venire. Da qualche anno la popolazione pugliese, purtroppo, è costretta a fare i conti con un alto numero di tumori, che potrebbe aumentare per colpa dell’irrorazione su larga scala dei pesticidi. Come può reggere la cittadinanza un’altra mazzata del genere? Inoltre essendo una bellissima terra, una grossa mano all’economia locale arriva dal turismo. Chi può essere contento di trascorrere le vacanze inalando insetticidi? Se non bastasse tutto ciò, un altro fattore da tenere di conto, acclarato in diverse zone del mondo, riguarda la certezza che i pesticidi inducono alla morte le api. Qual è l’intento dei passacarte di Bari: distruggere l’apicoltura? C’è da dire che la presa di posizione della Regione Puglia va di pari passo con le indicazioni date dalla task force istituita dal Consiglio dei Ministri per combattere lo stato di emergenza causato dalla malattia degli ulivi. Udite, udite: l’unico intervento previsto dal Commissario straordinario è quello di distruggere la mosca dell’olivo con i fitofarmaci. La politica ci lascia nelle mani ,non certamente amorevoli , dei consigli di amministrazione delle multinazionali unicamente interessati ad aumentare i profitti. Chi se ne frega del territorio e di chi vi abita l’importante è di metterte in piedi quegli affari, pochi soltanto per...

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