L’occhio di pavone ha invaso gli oliveti italiani. Il rame è sufficiente?

L’occhio di pavone ha invaso gli oliveti italiani. Il rame è sufficiente?

Scritto da il 2 Mar, 2015 in News, Olivicoltura | 0 commenti

L’occhio di pavone ha invaso gli oliveti italiani. Il rame è sufficiente?

Generalmente non provoca danni significativi ma quando si verifica un’intensa defogliazione, non si avrà neanche un’abbondante fioritura, con conseguente diminuzione della produzione di olive. Per il controllo dodina, rame o tetraconazolo

Il cicloconio è una patologia fungina, determinata da Spilocaea oleagina, che, oltre ai caratteristici sintomi sulle foglie, zone necrotiche simili all’occhio di pavone, provoca anche la defogliazione, più o meno accentuata, degli olivi.

E’ proprio in quest’ultimo caso che occorrerà prestare la massima attenzione, poiché quando si verifica una significativa defogliazione, non si avrà neanche un’abbondante fioritura, con conseguente ricaduta negativa sulla produzione.

Di solito il cicloconio non è mai così pericoloso e i focolai epidemici sono sporadici, tuttavia le condizioni ambientali degli ultimi anni, con stagioni particolarmente umide e calde sta favorendo lo sviluppo del patogeno. Il contestuale abbandono degli oliveti, il diradarsi degli interventi di potatura per risparmiare sui costi, sta provocando più danni di quanti si possano immaginare.

Normalmente si interviene contro il cicloconio con prodotti a base di rame: ossicloruro o poltiglia bordolese.

Tuttavia in talune situazioni anche l’intervento col rame si è rilevato inefficace quando i livelli di malattia hanno raggiunto punti critici. Da qui la necessità di testare nuove molecole, con diverso meccanismo d’azione, ma rispettose per l’ambiente.

Una ricerca del Cra Oli in Calabria ha così testato un nuovo fungicida a base di tetraconazolo, un principio attivo ad azione sistemica, confrontandolo con dodina e ossicloruro di rame.

Lo studio è stato condotto nel corso degli anni 2010-2012 in un oliveto, con un clima mediterraneo.

Sono state eseguite due applicazioni dei fungicidi all’anno: primavera e autunno.

Per ogni formulazione, sette alberi sono stati trattati.

La gravità della malattia sulle foglie è stato influenzato dal tipo di fungicida utilizzato e dal tempo di esposizione. Dal confronto delle piante di controllo con quelle trattate, i migliori risultati sono stati ottenuti con formulazioni ossicloruro dodina e rame.

Complessivamente, il tetraconazolo ha ridotto malattia e, grazie all’azione sistemica, può essere associato con dodina o rame per controllare Spilocaea oleagina particolare quando la malattia è ben sviluppata.

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